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Post-crescita: La scienza del benessere entro confini planetari

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In un articolo pubblicato su Lancet Planetary Health si esamina la ricerca sul post-crescita, un approccio che mira a migliorare il benessere umano entro i limiti planetari, sostituendo l’obiettivo della crescita del PIL. L’articolo analizza i limiti ecologici, sociali ed economici alla crescita, discutendo controversie come il disaccoppiamento tra PIL e impatto ambientale. Vengono esplorati modelli macroeconomici ecologici e politiche per una transizione verso un’economia post-crescita, considerando aspetti come la riduzione dell’orario di lavoro, le tasse sul carbonio e i servizi di base universali. Infine, vengono trattate le implicazioni geopolitiche e le sfide politiche di tale transizione.

Il concetto di post-crescita emerge come risposta alle preoccupazioni sulla sostenibilità ambientale, i benefici sociali e la fattibilità economica della crescita continua del PIL nei paesi ad alto reddito. La post-crescita propone di sostituire l’obiettivo della crescita del PIL con il miglioramento del benessere umano entro i limiti planetari. Questo campo di ricerca si sta rapidamente evolvendo, affrontando questioni come la gestione delle economie senza crescita, la riduzione della dipendenza dalla crescita e l’identificazione di sistemi che migliorano il benessere riducendo l’uso di risorse.

Limiti ecologici, sociali ed economici alla crescita:

•Limiti delle risorse: Il rapporto Limits to Growth del 1972 ha evidenziato come la crescita industriale possa essere vincolata dai limiti del sistema Terra. Il modello World3, utilizzato nel rapporto, ha mostrato come la crescita del capitale industriale possa portare all’esaurimento delle risorse e al collasso. Sebbene molti economisti abbiano sostenuto che l’innovazione tecnologica possa superare questi limiti, i prezzi crescenti delle risorse degli anni 2000 hanno riacceso le preoccupazioni sulla scarsità delle risorse.

•Confini planetari: La scienza della sostenibilità si è spostata dalla scarsità delle risorse ai limiti planetari, identificando nove confini ecologici, sei dei quali sono già stati superati. Questi includono le emissioni di carbonio, la perdita di biodiversità, i cambiamenti del sistema terrestre, i cambiamenti dell’acqua dolce, i flussi biogeochimici e gli inquinanti.

•Disaccoppiamento: Esiste un dibattito sulla possibilità di raggiungere una “crescita verde” attraverso il disaccoppiamento della crescita del PIL dalle emissioni di carbonio e dall’uso di materiali. Mentre il disaccoppiamento relativo (riduzione dell’intensità di carbonio o materiale del PIL) è comune, non ci sono prove di un disaccoppiamento assoluto (riduzione effettiva dell’uso di risorse e delle emissioni nonostante la crescita del PIL). Alcuni studi suggeriscono che un disaccoppiamento sufficiente potrebbe essere possibile, ma altri lo mettono in dubbio, anche con assunzioni ottimistiche sulla tecnologia.

•Benessere e limiti sociali: La ricerca sulla post-crescita evidenzia come, oltre un certo livello di reddito, la crescita del PIL non migliori il benessere umano. Questo può essere dovuto all’adattamento ai livelli di reddito, ai confronti sociali, o ai costi sociali (congestione, inquinamento) che superano i benefici della crescita. Gli indicatori di benessere sociale mostrano rendimenti decrescenti con l’aumentare del PIL pro capite, e alcuni studi dimostrano che fattori come la sicurezza sociale, i servizi pubblici e le relazioni umane influenzano maggiormente il benessere del reddito.

•Stagnazione e limiti economici: I tassi di crescita del PIL stanno diminuendo nei paesi ad alto reddito. Alcuni economisti attribuiscono questo alle scarse rese marginali della crescita o al calo della produttività nella ricerca e nell’innovazione. La stagnazione economica, pur essendo tradizionalmente vista come un problema, potrebbe essere considerata un risultato positivo dal punto di vista della post-crescita, soprattutto in relazione alla riduzione dell’impatto ambientale.

Ricerca sulla post-crescita:

•Modelli e politiche: La ricerca sulla post-crescita ha sviluppato modelli macroeconomici ecologici per esplorare traiettorie senza crescita, mostrando come politiche come la riduzione dell’orario di lavoro, gli investimenti in settori ad alta intensità di manodopera e i trasferimenti di reddito possono sostenere l’occupazione e ridurre le disuguaglianze. Le tasse sul carbonio e sulle risorse possono favorire l’innovazione pulita. Sono state proposte politiche come i servizi di base universali, un reddito di base incondizionato, una garanzia di lavoro e la riduzione dell’orario di lavoro.

•Dipendenze dalla crescita: Le economie attuali sono dipendenti dalla crescita per l’occupazione, la riduzione delle disuguaglianze e le entrate fiscali. La ricerca sulla post-crescita studia come ridurre queste dipendenze e sostenere i sistemi di welfare senza crescita. Alcuni studi mettono in discussione le tesi che le economie capitalistiche abbiano degli imperativi intrinseci di crescita.

•Politica della post-crescita: La ricerca sulla post-crescita studia le ragioni politiche per cui la crescita del PIL è diventata un obiettivo prioritario, e come la sua egemonia politica possa essere cambiata con un aumento della consapevolezza sui limiti ecologici e sociali. Si guarda anche a come i movimenti sociali potrebbero agire come agenti politici di post-crescita.

Vivere bene entro i limiti:

•Sistemi di approvvigionamento: La ricerca sulla post-crescita esplora come sia possibile raggiungere il benessere con livelli di uso di risorse inferiori a quelli dei paesi ad alto reddito. Si studia come i sistemi di approvvigionamento (infrastrutture, tecnologia, mercati, istituzioni, cultura) possano essere trasformati per soddisfare i bisogni umani con minore impatto ambientale.

•Dinamiche Nord-Sud: La post-crescita richiede cambiamenti nella struttura dell’economia mondiale, affrontando il tema dello scambio ineguale tra Nord e Sud. La riduzione dell’uso delle risorse nei paesi ad alto reddito potrebbe avere effetti positivi nei paesi a basso reddito, riducendo l’appropriazione ineguale di risorse da parte del Nord globale.

•Lacune di conoscenza: La ricerca sulla post-crescita ha bisogno di modelli macroeconomici ecologici migliorati che includano una più ampia gamma di indicatori ambientali e di benessere, che siano adattati a contesti diversi da Europa e Nord America, e che catturino le dinamiche internazionali. C’è anche bisogno di approfondire le politiche adatte ai contesti del Sud globale e le relazioni geopolitiche.

In conclusione, la post-crescita offre un quadro di riferimento per affrontare le sfide ambientali, sociali ed economiche del nostro tempo, proponendo un’alternativa alla crescita illimitata del PIL e aprendo nuove prospettive per un futuro più sostenibile ed equo.